Giovani Pensatori

Da GiovaniPensatori.

Premessa: una filosofia senza idee

«Ogni libro [di filosofia] è una collezione di ritagli, un'esposizione di luoghi comuni, una ripetizione di frasi senza vita. Da tutti spira un’aria gelida, un senso di rassegnazione, un fiato di rancido, di disfatto, di cadaverico, di freddo, di morto, che dà l’idea di una città disabitata, o di un cimitero senza custode. L’anima, la vita, l’ardore, l’amore, mancano. Non ci sono più delle idee ma delle spoglie d’idee – i filosofi sono morti e non son rimasti che degli scrittori di filosofia.» (Gian Falco, La filosofia che muore, «Leonardo», I, n. 10, 10 novembre 1903).

Questo rilievo di Giovanni Papini, pur risalendo a più di un secolo fa, ben descrive, tuttavia, lo stato di una filosofia svuotata della sua anima, delle sue idee e della sua finalità primaria. Parla infatti di una filosofia che, purtroppo, troppo spesso assomiglia a quanto viene in genere recepito dalla stragrande maggioranza degli studenti che incontrano questa disciplina. Per reagire a questo stato di fatto – determinato da molteplici concause - occorre rimettere al centro dell’insegnamento della filosofia, le idee della filosofia, i suoi problemi, le sue tradizioni concettuali, ridando alla filosofia quel respiro concettuale ed ideale che l’ha sempre contraddistinta in tutte le sue fasi storiche creative.

La centralità dei problemi aperti

Molto spesso l'immagine di una filosofia esangue, priva di idee e di mordente critico deriva soprattutto da uno studio estrinseco, meramente mnemonico, della storia del pensiero filosofico. Ma come rilevava già nel secolo scorso uno studioso come Karl Reinhardt «la storia della filosofia è storia dei suoi problemi. Se si vuole spiegare Eraclito, ci si dica, innanzitutto, quale era il suo problema». Nell’insegnamento della filosofia occorre pertanto rimettere al centro della propria azione didattica ed educativa i problemi filosofici nella loro intrinseca problematicità e nella loro specifica autonomia.

Ma per operare questo riorientamento gestaltico occorre anche mettere al centro l’interesse degli studenti, onde poter attivare la loro peculiare capacità critica, in modo che i giovani possano appropriarsi effettivamente e criticamente delle categorie concettuali elaborate dalla tradizione filosofica occidentale nel corso della sua storia secolare.